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“Altrove”, la nostra casa

Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi

Che strana la vita…

Nella mia esistenza precedente ero molto “attaccata” alla mia città ed alla mia casa e non avrei mai immaginato di diventare così “zingara”.

Quando ormai non hai più cordone ombelicale, ovunque ti fermi, dopo 2 giorni diventa casa. E questo è il nostro scopo, vivere i luoghi fuori dal canonico contesto turistico ma entrarci come se fossimo stranieri.

Certamente cerchiamo una buona dose di accoglienza estetica, quel contesto che ti fa star bene anche con lo sguardo: ma l’esperienza di questi anni ci permette di capire subito se quel posto fa per noi.



Ho scoperto così una nuova dimensione di libertà TOTALE, ma forse ce l’avevo già dentro.

Credo che se non ci sei anche inconsciamente predisposto non lo puoi diventare ma, anzi, ti sentiresti ovunque a disagio e un pesce fuor d’acqua.

E poi, quando arrivi in un posto nuovo, magari con l’idea di fermarti una notte, è bello decidere di rimanere ancora un giorno…E poi ancora un altro finché andrai via con la voglia di tornarci.

E se non ti piace, metti in moto e vai altrove.
Ecco, “ALTROVE” è la nostra casa.

Monica

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