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Lavorare vivendo in camper

Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi del tempo libero
Aristotele

Quando cercavo informazioni sulla vita in camper, prima di fare il salto in alto leggevo spesso commenti in cui, per molti, era un pensiero diffuso che un fulltimer fosse un mantenuto od uno sfaccendato. In sostanza, coloro pensavano che chi viveva in camper era uno zingaro, in senso dispregiativo.
Nel tempo, la diffusione tramite social del termine fulltimer ha contribuito a fare chiarezza sul concetto di chi ha scelto un autocaravan come unica dimora eliminando finalmente gran parte di quella grottesca e denigrante rappresentazione.

Chi ha scelto un veicolo ricreazionale come abitazione seguendo lo stile di vita del fulltimer, può farlo avendo un reddito da lavoro o al limite da pensione oppure sta semplicemente vivendo con i propri risparmi.

Ma discutiamo sull’abbinamento professione/fulltimer.
Vivere in camper può aprire prospettive professionali che per un lavoratore con dimora fissa sarebbero complesse. Mi riferisco ad esempio a chi pratica lavori stagionali nella ristorazione ma anche nell’alberghiero: la possibilità di spostarsi ed avere sempre vitto e alloggio appresso è un benefit per se stesso e per il datore di lavoro.
E per un rappresentante di commercio non è la stessa cosa? Ampliare la zona di competenza territoriale permette maggiori guadagni in virtù di spese fisse contenute derivate dal non dover pernottare in albergo o mangiare in un ristorante.

Del resto con un adeguato impianto elettrico, anche lo smart working è praticabile sul camper ed è dimostrato che un ambiente di lavoro ospitale, gratifica professionalmente. Ti immagini curare il tuo negozio online di fronte a questo panorama?

Inutile continuare ad elencarti quali e quanti lavori si possono svolgere vivendo in camper. Anche perché se sei un impiegato d’ufficio oppure un operaio, non devi necessariamente lasciare la tua occupazione solo perché cambi tipo di abitazione.
Avrai semmai la fortuna di poter parcheggiare nelle vicinanze dell’azienda togliendoti il grosso problema del pendolarismo che forse ti farà risparmiare anche tempo e costi di carburante.

Tutti noi che abbiamo fatto questo passo, siamo concordi su una cosa: vivere in camper costa molto meno che farlo in una casa. Questo plus apre la possibilità di poter lavorare meno e godersi meglio il proprio tempo libero, esattamente come diceva Aristotele.







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Nel 2016 sono stato folgorato da una profezia, abbandonare i muri di mattone per vivere in un camper mansardato di 6.5 metri. Nel 2017 è nato CIVICO ZERO, un contenitore in cui condivido il mio stile di vita lontano dagli stereotipi del pensiero comune della massa. Segui "CIVICO ZERO - La mia vita in camper" su BLOG - FACEBOOK - TWITTER - YOUTUBE - INSTAGRAM

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