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Perchè non usi i campeggi?

Email di Luigi del 10 Luglio 2021.

Ciao Fabrizio,
mi permetto di disturbarti perché anche io fra qualche mese abbandonerò i muri di mattone per vivere finalmente in camper.
Tralasciando i mille complimenti che ti meriti per aver dato messo a disposizione le tue esperienze prive di interessi personali, volevo chiederti rivolgerti un pensiero personale e conoscere il tuo commento.
Ho visto che molti fulltimers scelgono di sostare in campeggio piuttosto che in libera. Che senso ha abbandonare un affitto per spendere altrettanto in una struttura a pagamento?


Complimenti ancora e grazie per tutto.
Affettuosamente Luigi XXXXXXXX



La mia risposta.

Ciao Luigi. La domanda che mi poni effettivamente mi viene rivolta spesso, soprattutto da coloro che come te sono in procinto di fare le valigie.

Innanzi tutto la sosta libera non è per tutti: chi parte dal principio con il terrore del furto e della rapina, non riuscirà mai a vincere i propri timori e raramente lo vedrai parcheggiato la notte in solitaria su suolo pubblico. C’è anche chi non vuole rinunciare alle comodità casalinghe e poter usufruire di bagni spaziosi e servizi che ormai tutti i campeggi offrono nel loro “menù”.

In questi casi le possibilità per chi ha queste ansie e queste necessità sono due: abbandonare e tornare a casa o vivere in camper appoggiandosi a strutture organizzate a pagamento.

Condivido con te il discorso economico ma non necessariamente un campeggio è un ripiego. Si può vivere in camper anche alloggiandolo in un camping, puoi comunque viaggiare e godere del tuo mezzo su ruota alla pari di chi predilige la sosta libera.

Certamente l’essere fulltimer, nel senso puro del termine, ma anche veri camperisti c’entra poco: ma l’importante in questi casi non è come si raggiunge un obbiettivo ma il risultato finale.
Quando decisi di vivere nei miei attualii sei metri e mezzo, scelsi la via più avventurosa, più libera, più adatta alle mie aspettative.

Quindi, perché non uso i campeggi?

1. Perché se dovessi servirmi principalmente di un campeggio, riterrei più logico vivere in una caravan e non su un camper.
E difatti, il camper a differenza delle roulotte nasce per sostare al pari delle automobili senza particolari restrizioni.

2. Perché mi è sufficiente un punto carico e scarico comunale una volta a settimana per le esigenze logistiche, ed ora che non ho più necessità del gas è ancora tutto più semplice.
Ovviamente prediligo sostare in quelle regioni in cui l’accoglienza verso il turismo itinerante è più spiccata rispetto ad altre che ancora vivono solo su alberghi e ristoranti.

Qualcuno potrebbe opinare che col mio atteggiamento sfrutto i servizi comunali gratuiti (si riferiscono al carico e scarico delle acque) ma il rovescio della medaglia è l’ introito che porto ai commercianti delle città in cui soggiorno. Più viaggio e più contribuisco all’economia locale (gasolio, cibo, souvenir, etc…).

3. Perché odio stare assembrato e appiccicato come in un condominio.
Ecco, questo è una delle motivazioni principali che mi hanno dirottato da una casa in affitto al camper: dopo 48 anni di condominio, il più grande sogno era liberarmi dal logorio del palazzo e dei vicini. Col mio autocaravan ho coronato un sogno che sembrava una chimera.

4. Perché il semplice contatto con la natura è alla base dello spirito del vero plein air.
Oggi forse si è perso -o meglio- si è trasformato radicalmente questo concetto, se in male od in meglio non sta a me giudicarlo: per fortuna si può scegliere quale sia il più vicino alle proprie necessità. Io sono all’antica, preferisco l’idea nativa.

5. Perché vivere in campeggio è come un velista che rimane ancorato con la sua barca al molo.
Non fa per me. Voglio essere libero di arrivare e partire senza restrizioni. Voglio poter parcheggiare anche dove un camping non c’è e godermi appieno la “solitarietà” del luogo.

6. Perché tutto quello che non spendo in campeggi è denaro che non devo guadagnare, quindi più tempo libero e maggiori energie positive.

Un caro saluto.
Fabrizio.



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Nel 2016 sono stato folgorato da una profezia, abbandonare i muri di mattone per vivere in un camper mansardato di 6.5 metri. Nel 2017 è nato CIVICO ZERO, un contenitore in cui condivido il mio stile di vita lontano dagli stereotipi del pensiero comune della massa. Segui "CIVICO ZERO - La mia vita in camper" su BLOG - FACEBOOK - TWITTER - YOUTUBE - INSTAGRAM

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