Sosta libera VS campeggio

Dal 2016 ad oggi avrò usato 2 volte un campeggio per sostare.
Quindi significa che i restanti 1458 giorni ho sempre praticato la sosta libera.


Qual’è la differenza?

Il campeggio è una struttura organizzata a pagamento con servizi annessi: solitamente sono presenti bagni con docce, lavanderie, market, sale di svago, ristoranti e/o pizzerie, zona service per il camper oltre ovviamente ad una piazzola personale con allaccio elettrico.
I più forniti hanno anche piscine estive e zone relax di varie tipologie.
Insomma, stiamo parlando di alberghi per camper, giusto per offrire servizi esclusivi anche ai camperisti.

Per sosta libera invece si intende il parcheggio in area non privata, comunale o statale, dove consentito posteggiare gli autocaravan.
Anche in questo caso possono esserci parcheggi attrezzati in forma gratuita messi a disposizione dai comuni dove trovare anche la zona service per il camper.
La regola più importante imposta ai camperisti in sosta libera è quella di non campeggiare su suolo pubblico: quindi divieto di apertura delle finestre a compasso, degli scalini e dei piedini stabilizzatori, nonché del tendalino e della porta della cellula. E, come per qualsiasi veicolo, è consentita la sosta all’interno delle strisce delimitative (gli stalli). Anche tutto ciò che funziona per combustione deve essere inattivo (frigorifero, stufa e tutte le utenze a gas, gasolio o benzina).
Inoltre è vietato scaricare le acque dei serbatoi se non nei tombini segnalati allo scopo.
Nelle aree attrezzate comunali di cui sopra, può essere consentito campeggiare dove esplicitamente dichiarato.

Dopo queste premesse torniamo a me.
Come dicevo, vivo in camper in sosta libera cercando di rispettare il più possibile le regole comunali applicando una buona dose di buon senso. E devo ammettere che ad oggi non sono mai stato ripreso e tantomeno sanzionato. Solo due controlli di routine che càpitano comunemente a tutta la categoria dei motorizzati.

Come mi comporto per praticare la sosta libera?
Innanzi la scelta della zona in cui tirerò il freno a mano è il primo passo per sostare in sicurezza. Evito le zone buie e preferisco parcheggi ben illuminati, possibilmente in prossimità di abitazioni o meglio delle caserme delle forze dell’ordine (sono videosorvegliate). Scarto dalle possibili opzioni strade e piazze sporche che denotano scarsa manutenzione e poco passaggio dei netturbini e soprattutto se colme di bottiglie e lattine di bevande alcoliche.

E infine c’è l’applicazione delle regole che ho citato poco più su.
Per chi vive in camper come me, essere ligi ed osservanti al 100% delle leggi è complicato: del resto vivere in autocaravan e sostare in un campeggio non avrebbe senso, sarebbe come parcheggiare nel cortile di casa.
Per cui si scende a compromessi cercando di rispettare il più possibile quanto prescritto ma in particolar modo l’ambiente di cui sei ospite e gli abitanti del vicinato.
Ovviamente sto ben lontano da quei comuni poco avvezzi al turismo itinerante e che, purtroppo, in Italia sono moltissimi. Parlo anche di quelle località che in alta stagione sono prese d’assalto dal turismo e che per motivi logistici non sono attrezzati per ospitare i nostri veicoli di grandi dimensioni.
Ma per me questo non è un sacrificio, adoro molto l’intimità anche della zona dove soggiorno e fuggo a gambe levate quando il parcheggio diventa un condominio.

Come dicevo, applicando il buon senso si può vivere anche in sosta libera.
Applicando il buon senso si vive felicemente ovunque.

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Nel 2016 sono stato folgorato da una profezia, abbandonare i muri di mattone per vivere in un camper mansardato di 6.5 metri. Nel 2017 è nato CIVICO ZERO, un contenitore in cui condivido il mio stile di vita lontano dagli stereotipi del pensiero comune della massa. Segui "CIVICO ZERO - La mia vita in camper" su BLOG - FACEBOOK - TWITTER - YOUTUBE - INSTAGRAM

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