Non chiamatemi “turista”

Ci sono molti modi di viaggiare e di vivere una vacanza e personalmente ho una visione controcorrente anche sull’ essere turista.

Quando viaggiavo in auto e soggiornavo in hotel, mi sentivo molto turista: vivevo il luogo da lontano nonostante ci fossi fisicamente sopra.
Quando andavo via, il ricordo più profondo era la camera dell’albergo. Gli scatti fotografici e le riprese video non bastavano per radicarmi nei luoghi.

Col camper ho perso, finalmente, la vocazione turistica.
Mi sento invece uno straniero, più profondamente sono colui che è del luogo ma non ci vive stabilmente.

La mia stanza è sempre la stessa ma il vantaggio di poterla stabilire ovunque, genera un connubio col territorio che diventa paragonabile ad un amplesso.

C’è poi un altro aspetto anch’esso fuori dagli schemi, quello di non amare particolarmente la classica attrazione turistica.

Di fronte ad un monumento, ricevo meno spessore emotivo rispetto a ciò che mi trasmette ad esempio uno splendido scorcio di natura oppure il fascino dei piccoli ed antichi borghi. O ancora dalla bellezza architettonica delle città, quelle che attraverso i diversi colori dei muri delle case, la mattina sorgono insieme al sole.



C’è una bellissima frase che Pascal Mercier cita nel suo imperdibile libro “Treno di notte per Lisbona” e che mi rappresenta:



“Lasciamo sempre qualcosa di noi quando ce ne andiamo da un posto: rimaniamo lì anche una volta andati via. Ci sono cose di noi che possiamo ritrovare solo tornando in quei luoghi. Viaggiamo in noi stessi quando andiamo in posti che hanno fatto da cornice alla nostra vita e non importa quanto questi siano stati brevi”




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Nel 2016 sono stato folgorato da una profezia, abbandonare i muri di mattone per vivere in un camper mansardato di 6.5 metri. Nel 2017 è nato CIVICO ZERO, un contenitore in cui condivido il mio stile di vita lontano dagli stereotipi del pensiero comune della massa. Segui "CIVICO ZERO - La mia vita in camper" su BLOG - FACEBOOK - TWITTER - YOUTUBE - INSTAGRAM

2 Comments

    • Fabrizio Bovio

      9 Ottobre 2021 at 10:35

      Ciao Fabrizio, quella nella foto è proprio Boccadasse e specifico che non è un mio scatto.
      Ho voluto quell’immagine perché rappresenta appieno ciò che per me è la bellezza di una città: fascino emotivo di un luogo pur privo di interesse storico/culturale. Poi vabbè, il fatto che sia della mia città natale è un’aggravante 🙂

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