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Viaggi indimenticabili – Giugno 2021 fra Gran Sasso e borghi medievali

Un viaggio durato due settimane a bordo della nostra casa, 2500 km percorsi fra alture, pianure e piccoli borghi, tutto in rigorosa sosta libera.

Siamo partiti da Ravenna percorrendo l’ E45.
La prima tappa è stata Foligno, dove abbiamo caricato l’acqua e fatta una piccola scorta di cibo per proseguire verso i 1300 metri di Pintura nel comune di Bolognola (MC).


Lassù eravamo soli con un panorama da cartolina, accompagnati da un vento insistente ed un profumo di natura inconfondibile.
Abbiamo aspettato il tramonto con un buon bicchiere di vino e brindato al primo giorno di viaggio: la notte è trascorsa nel buio e nel silenzio assoluto col vento che a tratti cullava la nostra piccola casa su ruote.



Il mattino, poco dopo l’alba, immagazziniamo energia con una buona colazione a base di cereali integrali, semi, bevanda di soia e una tazza d’orzo.


Siamo dunque pronti per una bella passeggiata sulle alture che inaugura il secondo giorno di viaggio. Ci attende una rigogliosa fioritura che colora a macchia di Leopardo i prati di Pintura. Monica, da buona cultrice dell’ arte botanica, immortala in questi scatti la meravigliosa cromia dei fiori.


Il pomeriggio decidiamo di scendere in pianura e passiamo da Visso per scaricare i serbatoi.

La piccola cittadina marchigiana è uno dei tanti comuni italiani colpiti dal terremoto del 2016 che, come tutti gli altri borghi, è stato abbandonato dai criminali che hanno scaldato le poltrone di Palazzo Chigi negli anni.
I Vissani ora sono ammassati in piccole casette in legno lontani dalle loro abitazioni che sono transennate e disabitate da ormai 5 anni.
Visso era un piccolo borgo fra i più belli del nostro paese, adesso rimangono solo macerie e promesse.


In questo articolo vi segnalo l’area sosta comunale per autocaravan di VISSO.

Lasciata Visso, decidiamo di salire nuovamente ad alta quota: troppo caldo in pianura.
Questa volta aumentiamo l’ altezza per arrivare a 1700 metri dove il Monte Terminillo ci accoglie con un fresco inaspettato. La sera infatti, contro ogni previsione, accendiamo il riscaldamento a gasolio del camper.

La cena in altura è piuttosto ricca e facciamo razzia delle scorte prese a Foligno.

Il terzo giorno lo dedichiamo interamente al riposo.
A pranzo cuciniamo su di un prato grazie al piano cottura ad induzione e ad una prolunga che colleghiamo all’ interno del camper. Cucinare con l’ energia elettrica ha anche il vantaggio di poterlo fare all’ esterno senza il dramma del vento che possa spegnere la fiamma del fornello a gas.

Oggi pasteggiamo con un risotto misto semi e cereali, abbondanti verdure a foglia e pomodori: nel pomeriggio Monica si gode una rilassante manicure.



Il panorama del Terminillo ha un particolare fascino dominato dal colore intenso del cielo che in nessun contesto ho mai visto tanto azzurro.
Sono stato qui moltissime volte negli anni, da ragazzo (appena arrivato a Roma), da sposato e da camperista: lassù il colore era sempre lo stesso, inconfondibile.


Il quarto giorno l’ abbiamo trascorso visitando il minuscolo paesino rappresentato perlopiù da alberghi e residence ma con uno stile montano caratteristico.


E troviamo anche il tempo per una sgambata fra i tanti percorsi fino a raggiungere il rifugio La Fossa: una gita di circa 8 km con dislivello di 300 metri alla portata di tutti (di tutti quelli che hanno voglia di camminare ovviamente).

Una nota di merito al comune di Rieti che ha organizzato una valida area sosta per camper con carico e scarico delle acque totalmente gratuita.
Nel periodo del nostro soggiorno era pressoché vuota ma in alta stagione e nei weekend la situazione peggiora perché la montagna è frequentatissima dai camperisti.



Quinto giorno.
La montagna non ci ha stancato e così decidiamo di salire ancora più in alto!
Campo Imperatore ed il Gran Sasso ci fanno inerpicare fino a 2150 metri.

Per noi non è una novità: il Gran Sasso è stata la nostra meta dello scorso anno e ci abbiamo lasciato il cuore tanto da tornarci anche nel 2021.
Gran Sasso per noi significa spazio, tantissimo. Distese quasi infinite dove accamparsi tranquilli col camper, percorsi emozionanti fra le alture, panorami da togliere il fiato, profumi e colori che in questo mese dell’anno ci hanno stupito.


Giugno è probabilmente il mese estivo migliore per visitare questo meraviglioso monte: si trovano fiori inaspettati, un caldo sopportabile di giorno e il giusto fresco notturno.
Inoltre, weekend a parte, c’è poco turismo e quel poco è di qualità: escursionisti e camminatori con cui condividere qualche percorso e scambiare impressioni sulla bellezza naturale del luogo.

Gran Sasso per noi significa soprattutto camminare: per due volte in questi giorni, abbiamo fatto il percorso da Campo Imperatore al rifugio Duca degli Abruzzi, la prima volta dal dorsale frontale, la seconda passando sul lato destro attraverso il sentiero che scorre attorno.



Dal rifugio ci siamo poi spostati verso il monte Aquila accompagnati dal dio Eolo, il “signore dei venti”: la corrente d’aria era talmente forte al punto di doverci fermare per evitare di cadere dal percorso.
Lungo il cammino abbiamo avuto il piacere di ammirare splendidi fiori e lastre di ghiaccio che lo scorso anno, in agosto, non erano presenti.

Il video a seguire non riesce a trasmettere quello che i nostri occhi potevano realmente vedere.

Questa meta, senza nulla togliere al resto del viaggio, è una chicca, la ciliegina sulla torta: vivere il Gran Sasso in camper non stanca, mette energia, voglia di esplorare e di consumare ogni angolo, semmai bastasse una vita per farlo.


E quando ti ritrovi di fronte ad una bellezza così imponente, ti rendi conto che dormire significa perdere solo tempo.
Rimani lì come un bambino ad aspettare l’ alba per assorbire tutto ciò che lo spettacolo della natura può regalarti.

Il Gran Sasso ci ha ospitati per 5 giorni.

Giorno 10.
Scendiamo a valle e imbocchiamo l’autostrada in direzione Roma e precisamente Ostia Lido dove Monica deve incontrare un’amica che non vede da 27 anni.
In un giorno siamo passati dalla montagna al mare, scendendo da 2200 metri a ZERO.
Il cambio di temperatura non è un trauma: la cittadina del litorale romano è ben ventilata e di notte dormiamo benissimo, sostando al solito parcheggio in cui mi appoggio quando vengo qui.

QUI puoi leggere dove sostare a Ostia Lido

sdr



L’ undicesimo giorno decidiamo di risalire verso Ravenna e ci fermiamo a visitare la splendida Acquasparta (TR).
Sostiamo in un parcheggio comunale con carico scarico gratuito (QUI l’ articolo del blog in cui ne parlo), punto ideale perché a due passi dal centro del paese.

Acquasparta è divisa in due zone distinte: quella nuova e quella storica. Quest’ultima è un intreccio di viuzze fra antiche case e palazzine, con scorci di una vita d’altri tempi che lasciano emozione pura.
In certi posti sembra che il tempo si sia fermato, di vivere in un’ epoca diversa dove tutto profumava di semplicità.
Sono luoghi che vanno capiti, nei quali cercare di immedesimarsi in una vita che non oggi c’è più, dove predominavano calma, genuinità e bellezza.

Il dodicesimo giorno lasciamo Acquasparta e ci dirigiamo in direzione Perugia, più precisamente verso un piccolo borgo: Scheggino.
E’ un paesino medievale di circa 450 abitanti: io l’ ho soprannominato “L’OASI nel deserto” perché sembra un miraggio di un giorno umido e afoso – (puoi leggere QUI l’ interessantissima storia di Scheggino)

Anche qui, come Acquasparta, ritroviamo un paesello antico, con una bellissima chiesa e piccole case che fanno muro fra le strette vie.

A completare il quadro perfetto, ci pensano il fiume Nera ed un piccolo rio le cui acque sono limpide e pulite tanto che viene voglia di berle.
Tutt’ intorno la spettacolare vegetazione di un ambiente mantenuto decorosamente dai cittadini e dai turisti.



A Scheggino ci concediamo un pranzo in un ristorantino sul rio. Una cosa che solitamente non facciamo mai ma la bellezza del posto ci ha indubbiamente contagiati. E non ce ne pentiamo!

Monica, entusiasta, scrive sul suo profilo Facebook:

Non siamo soliti fare post di questo tipo….anzi, mi sa che non ne abbiamo mai fatti 🤔…ma devo fare un plauso a questo ristorante dove abbiamo mangiato oggi.
“Il giardino delle Naiadi” a Scheggino (PG). È proprio sul canaletto che lo divide dal parcheggio dove stiamo sostando col camper. Oltre all’ambiente accogliente, all’ombra e al fresco, abbiamo mangiato divinamente. Strangozzi porcini e tartufo, arrosticini, filetto e aspetto non secondario, le patate fritte tagliate a fettone grandi e generose…..Non è una “marchetta” (😂) e chi ci conosce lo sa !!!!Ah !!! Dimenticavo…..prezzo onesto 😉

Bon apetit !!!!

Nel pomeriggio ripartiamo in direzione Romagna.
Passeremo gli ultimi 2 giorni sull’ Appennino Tosco Emiliano in totale relax e riposo fino a giungere a Ravenna.

Il nostro viaggio ha prodotto quasi 2500 km, ci siamo arrampicati in sù per oltre 7000 metri, considerando anche l’ Appennino Tosco Emiliano, e consumati 250 litri di gasolio.
Vivere sul camper senza gas non è stato mai un problema: in estate esaurire l’ energia accumulata dalla batteria LIFEPO4 è praticamente impossibile. In inverno, se scarseggeranno i raggi solari, ci penserà l’ accoppiata DC DC CHARGER Victron / alternatore a riempire di corrente la nostra fonte energetica.

Se vuoi sapere qualcosa in più del nostro camper GAS FREE, puoi leggere QUI come è stato progettato l’ impianto.

Per Giugno è tutto: ora mi metto al lavoro per dare un nuovo look al bagno…

…COOMING SOON…






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Nel 2016 sono stato folgorato da una profezia, abbandonare i muri di mattone per vivere in un camper mansardato di 6.5 metri. Nel 2017 è nato CIVICO ZERO, un contenitore in cui condivido il mio stile di vita lontano dagli stereotipi del pensiero comune della massa. Segui "CIVICO ZERO - La mia vita in camper" su BLOG - FACEBOOK - TWITTER - YOUTUBE - INSTAGRAM

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