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Vivere in camper e l’involontaria virtù dell’ecosostenibilità ambientale

Come può la vita in un camper di meno di dieci metri quadrati avere un involontario risvolto positivo verso il rispetto dell’ambiente?


Se a 15 anni mi avessero proposto di traslocare la mia vita in un camper, avrei sicuramente risposto con una grassa risata.
Oggi posso affermare con sicurezza che vivere in camper è stata la mia esperienza più rivoluzionaria dopo quella di essere nato.

Il lato rivoluzionario di questa scelta non è nel coraggio di mollare tutto (non si molla nulla, si cambia) ma risiede nello sconvolgimento delle abitudini, nel dover riadattare il proprio lato logistico agli spazi ma soprattutto nel riconsiderare il concetto dell’uso delle fonti energetiche.

L’insieme di queste piccole e grandi involuzioni e rivoluzioni, hanno un importante ed involontario risvolto positivo sull’ecosostenibilità ambientale e la causa principale è proprio lui, il camper.

Il camper che, con i suoi piccoli spazi abitativi, permette di risparmiare considerevolmente sull’uso delle fonti energetiche:
il combustibile per il riscaldamento, l’acqua, l’energia elettrica.

E proprio noi, diventiamo involontariamente alleati e protagonisti di questo stile di vita eco-friendly nel momento in cui centelliniamo l’uso dell’acqua durante la doccia o nel lavaggio delle stoviglie, oppure quando autoproduciamo con il fotovoltaico l’energia elettrica senza inquinare, od ancora utilizzando meno GPL o gasolio, rispetto ad un appartamento, per riscaldare i nostri intelligenti e ben distribuiti 10 mq.

Inoltre la vita in camper mi ha insegnato, con il suo spazio a misura d’uomo, a non accumulare oggetti inutili così come per il vestiario e le stoviglie ma in particolar modo l’abolizione dell’usa e getta.

Perché per produrre bisogna inquinare e spesso siamo spinti ad acquistare da impulsi psicologici, martellati da pubblicità e influenzati dal continuo ricambio generazionale degli oggetti voluto dal consumismo.

In tal senso, il riutilizzo è una scelta green ma anche un modo per economizzare.
Economizzare che poi si traduce nel dover lavorare meno e avere più tempo libero per se stessi. E questo non è un risvolto da poco.

Il camper inoltre offre la possibilità di soggiornare a contatto con la natura e questo ci stimola (o meglio ci dovrebbe stimolare) ad essere più rispettosi, con il nostro comportamento, verso l’ambiente che ci ospita.

Con questo articolo non sto elevando la vita in camper a tutti i costi anche perché non sono un fanatico delle mie scelte né delle mie idee.

Semplicemente ho voluto raccontare in poche righe il lato “green” di questo stile di vita, almeno il mio.
Perché ormai la soluzione è affidata da imposizioni dittatoriali che ci vietano la libertà quando noi stessi, da soli e con pochi cambiamenti delle abitudini, possiamo fare molto.

Senza scomodare influencer, politici o attivisti di ogni età che evangelizzano il bene del pianeta e si spostano in aereo per predicarvi sermoni imparati a memoria.






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Nel 2016 sono stato folgorato da una profezia, abbandonare i muri di mattone per vivere in un camper mansardato di 6.5 metri. Nel 2017 è nato CIVICO ZERO, il più grande diario di bordo di vita in camper. Segui "CIVICO ZERO - La mia vita in camper" su BLOG - FACEBOOK - TWITTER - YOUTUBE - INSTAGRAM

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